“La Forza non deriva dalla capacità fisica, bensì da una volontà che non si arrende“

Abbiamo sempre creduto nella volontà delle persone e nella forza di migliorarsi raggiungendo degli obiettivi.
È da qui che è iniziata la storia di GYMNIC PALESTRE, sin dal 1986.

4 sedi nei paesi di:
Induno Olona, Vedano Olona, Venegono Superiore e Somma Lombardo, fanno sì che GYMNIC PALESTRE possa essere un punto di riferimento per chi ama allenarsi, seguito da professionisti del settore fino al raggiungimento degli obiettivi desiderati.

IL PRESIDENTE

Due chiacchiere con Franco Minimo, presidente dell’associazione Gymnic Club.

Franco Minimo
Franco Minimo

Presidente, grazie per il suo tempo, siamo stati piacevolmente colpiti da una storia così lunga, 36 anni sono tanti: qual è stata la prima volta che ha pensato di poter aprire una sua palestra?

“In verità per me è stato quasi naturale: a 13 anni e mezzo mio padre Giancarlo mi ha portato a fare Judo al Kodokan di Varese, non conosceva molto la disciplina, ma il suo amico Michele lo faceva ad Arcisate e ne parlava un gran bene. Io ero già un po’ grandicello per iniziare, ma da quel momento è diventato il mio mondo. A 28 anni, quando ha chiuso un grande centro, la palestra Conti, e grazie al supporto economico di altri due soci, non ho avuto alcun dubbio che quella fosse la strada giusta per lavorare in proprio e trasmettere la mia esperienza.

E’ sempre stato il suo sogno o da bambino fantasticava su altro? Cosa voleva fare da grande?

“Da piccolo mi piaceva capire come funzionavano le cose, mi piacevano i motori, avrei voluto fare il meccanico di auto, infatti d’estate per racimolare qualche soldo lavoravo in una concessionaria. Poi a 17 anni è arrivato il lavoro stabile alla Lindt ed un pò sono riuscito a mettere in pratica quello che sapevo: facevo il meccanico delle macchine incantatrici dei cioccolatini, ma poi sono diventato consulente ed ho cominciato a guardare la realtà per la quale lavoravo anche dal punto di vista imprenditoriale”

 

C’è qualcuno a cui sente di dover essere grato?

“A Varese non c’erano palestre , mio padre ci ha lasciati a 51 anni, quindi mi sono dovuto letteralmente rimboccare le maniche da solo. Non avevo molti soldi, quindi è stata importante la fiducia ed il supporto economico dei due soci di allora Giuseppe Sassi e Maurizio Gussoni, ma a quell’epoca ho dovuto fare affidamento soprattutto su me stesso e la mia voglia di fare qualcosa di buono per il futuro”

Qual è stata la più grande soddisfazione da quando ha dato inizio al progetto Gymnic?

“In verità sono state molte: le medaglie a livello nazionale ed europeo degli allievi me le ricordo perfettamente, una dopo l’altra, come se le avessi ricevute io.

L’altra cosa che mi da’ grande soddisfazione è vedere intorno a me delle collaboratrici e collaboratori che hanno creduto nel mio progetto quasi fin dall’inizio: alcuni da 30 anni ed altri almeno da 20 anni, comunque una vita”.

Gara Internazionale
Franco Minimo
Franco Minimo e l'amico Ezio Gamba (Campione olimpionico Mosca '80) all'inaugurazione Gymnic del 1986

C’è qualcosa che non rifarebbe?

“Ciò che non rifarei è comunque servito, mi ha fatto capire chi sono, cosa mi piace fare e cosa invece non mi interessa o è troppo lontano da me e dai miei progetti.

Ecco, forse non riaprirei più un ristorante perché è troppo diverso da ciò che so fare bene.”

Che sensazione prova quando entra in uno dei suoi centri?

“Vedo gente che fa sport, gente semplice e di buona volontà che fa quello che gli piace. Non vedo intorno a me nessun interesse eccessivo per l’apparenza  e questo mi fa piacere, credo che nella semplicità sia riuscito a creare qualcosa di diverso dalle realtà dello stesso genere.”

Come ha vissuto gli ultimi due anni, così difficili per tutti noi e per il vostro settore in particolare?

“Ho provato dispiacere perché i ragazzi non potevano fare sport , per esempio mio figlio di 12 anni doveva stare a casa, non poteva fare Judo con i suoi amici. Ma anche tutte le persone che vedo quotidianamente dovevano stare distanti fra loro mentre le luci dei centri erano spente. Economicamente? Si, è stato un bel problema, ma nella fase peggiore credo sia stato giusto rispettare le regole e resistere, con un bel po’ di pazienza.”

Come vede il futuro di Gymnic?

“Buono! La gente ha voglia di riprendere, ormai, con tutte le giuste precauzioni, il panorama delle attività non è molto diverso rispetto a prima della pandemia.

Personalmente non ho voluto far pesare ai soci gli investimenti necessari a mettere in sicurezza gli ambienti che ho dovuto affrontare negli ultimi due anni: il prezzo è ancora quello, una fascia media, credo sia quello giusto.

Per il futuro mi piacerebbe agevolare sempre di più il contatto fra le persone, sfruttando anche la tecnologia che ormai fa parte della vita di tutti, ma che non vorrei separasse piuttosto che unire.

Vorrei che la gente non si sentisse mai abbandonata, ma piuttosto guidata nell’allenamento quotidiano.”

Presidente, ci siamo detti tutto o vuole aggiungere qualcosa?

(…lui ci pensa solo un attimo)

“FACCIO JUDO DA 50 ANNI ED ANCORA LO INSEGNO AI BAMBINI, RISPETTO LE REGOLE E RISPETTO LE PERSONE.

CREDO NELLO SPORT COME EDUCAZIONE, SOPRATTUTTO PER I RAGAZZI, MI PIACEREBBE CHE POTESSERO FARLO GRATIS.

MI PIACE ANCORA CRESCERE, COSTRUIRE, VALORIZZARE.

A SUO TEMPO HO APPORTATO MODIFICHE IMPORTANTI NEI MECCANISMI DI PRODUZIONE ALLA LINDT.

ADESSO STO STUDIANDO CON ALTRI MAESTRI UNA NUOVA FORMULA PER LE GARE DI JUDO.

MI PIACE GUARDARE I LUOGHI PER IL LORO POTENZIALE: HO MESSO IN PIEDI UNA PALESTRA IN UN MESE  E MEZZO, INIZIANDO I LAVORI DA FINE LUGLIO HO APERTO AD INIZIO DI SETTEMBRE IN UN LOCALE IN CUI C’ERA LA MUFFA E L’ERBA ALTA.

DI BASE, PERO’, RESTO SEMPRE UN JUDOKA CHE  FA L’INCHINO ALL’INIZIO ED ALLA FINE DI OGNI AZIONE SUL TAPPETINO.”

Franco Minimo
Franco Minimo

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